zazen

Incontri di meditazione

Negli incontri di meditazione zen si alternano periodi di meditazione seduta (zazen) a periodi di meditazione camminata (kinhin).

Negli incontri che si tengono una volta al mese di mercoledì della durata di circa due ore, si prevede:

  • recita iniziale:
    • voti dell’assoluto (in italiano)
  • zazen (2 periodi di circa 20 minuti)
  • kinhin (meditazione camminata)
  • lettura di testi (di tradizione zen o, più generalmente, buddista)
  • recita finale:
    • voti del relativo
    • Maha Prajna Paramita Sutra (in italiano)
    • voti dell’assoluto (in giapponese)
  • Tè con domande

 

Cosa si recita negli incontri 

Gli incontri di zazen iniziano con la recita dei quattro voti in italiano.
Li si pronuncia stando in piedi, davanti al proprio posto, con le mani unite.

per salvare tutti gli esseri
per estirpare tutte le brame
per comprendere tutte le leggi
per realizzare l’illuminazione

Ci si siede poi a gambe incrociate (posizione del loto, o del mezzo loto o la posizione perfetta)

Al termine della seduta, stando seduti con le mani unite, vengono recitati i voti del sociale (sono propri della scuola di Scaramuccia e mettono l’attenzione sul mondo del relativo, del quotidiano):

Faccio il voto d’impegnarmi
per l’accettazione
per la solidarietà
per la sincerità
per l’uguaglianza
per la parità fra i sessi
per la libertà
per la benevolenza
per il rispetto di ogni esistenza

Si recita poi la Maha Prajna Paramita Sutra (Sutra del Cuore) sempre stando seduti, con le mani nella posizione della meditazione:

Il Bodhisattwa Avalokiteswara praticando la Prajna Paramita realizzò che i cinque elementi sono vuoto, sanando tutte le sofferenze.
O Sariputta, la forma non è differente dal vuoto, il vuoto non è differente dalla forma; forma è vuoto, vuoto è forma; ciò vale anche per gli altri quattro elementi (sensazione, percezione, discriminazione, coscienza). O Sariputta, tutti i Dharma sono vuoto, quindi non hanno né inizio né fine, non sono impuri né puri, non si accrescono né diminuiscono. Poiché tutte le cose sono vuoto, non c’è né forma né sensazione, percezione, impulsi, coscienza; non esistono occhio, orecchio, naso, lingua, corpo, intelletto; non esiste né colore, né voce, olfatto, gusto, tatto, legge; non c’è né il mondo che si vede, né il mondo della coscienza, non ci sono tenebre né fine delle tenebre, né vecchiaia né morte, né inesistenza di vecchiaia e di morte.
Non ci sono le quattro verità (sofferenza, causa della sofferenza, distruzione della sofferenza, ottuplice sentiero). Non esiste né saggezza né miglioramento in quanto non c’è nulla da raggiungere. Il Bodishattva, mediante la Prajna Paramita, supera tutti gli ostacoli ed è libero. Essendo libero non esiste più paura; gli errori e le illusioni vengono allontanati e si arriva al Nirvana. Tutti i Buddha del passato, presente, futuro, mediante la Prajna Paramita, ottengono l’illuminazione giusta e perfetta. Perciò il Mantra della Prajna Paramita è il Grande Mantra, il Mantra della Grande Chiarezza, il Mantra Supremo, il Mantra Incomparabile, è capace di togliere tutte le sofferenze, è verità non falsità.
Esso dice: “Andato, andato, andato all’altra riva e approdato all’altra riva, Bodhi Swaha!”.

Infine si recitano, sempre da seduti con le mani unite, i quattro voti del buddismo in giapponese, ripetendoli tre volte:

Shu jo mu hen sei gan do
Bon no mu jin sei gan dan
Ho mon mu ryo sei gan gaku
Butsu do mu jo sei gan jo

Al termine si beve il tè (in modo informale) e si possono fare domande sulla pratica.